Marion che stava per morire per amore!

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Marion Bartoli al rientro. Dopo aver vinto a sorpresa Wimbledon nel 2013 la tennista francese aveva annunciato il suo ritiro. Ritirarsi all’apice della carriere può essere una buona scelta, ma per la Bartoli non si rivelò tale. Abituata alla disciplina degli allenamenti, a battere le avversarie sul campo con la forza della volontà prima ancora che con quella dei suoi colpi, la francese non era pronta per la vita vera, quella che si vive fuori dal recinto dorato dei tornei WTA. Nella vita reale i peggiori nemici possono essere le persone che riteniamo più care. E’ così è capitato a Marion. E fu così che la tennista dal fisico non proprio longilineo iniziò a dimagrire, tanto, troppo fino a rischiare la vita.

Marion Bartoli al rientro
Marion Bartoli al rientro

Da federtennis.it

Fragile, estremamente fragile. Timida, introversa, com’era prevedibile che fosse, chiusa com’era stata nella bolla che le aveva costruito tutt’attorno papà per crearle una corazza unica nel tennis donne, la francese Marion Bartoli, che sul campo stroncava le avversarie di potenza, s’è infranta al primo impatto con la vita. Come già altre colleghe famose ed apparentemente fortissime, esperte di situazioni di gioco ma non certamente d’amore, di relazioni interpersonali, di gestione della quotidianità. Infatti, è entrata nella stessa spirale che ha travolto l’americana Jennifer Capriati, scoprendo, da un giorno all’altro, che i successi sul campo da tennis, persino gli Slam – e lei ha vinto Wimbledon 2013, per ritirarsi subito dopo – non contavano assolutamente niente davanti a una sola parola del fidanzato: “Grassa”. Ed è crollata, come ha rivelato all’Equipe, il quotidiano francese di sport: “Quando ho chiuso la carriera col tennis, ero la più felice del mondo. Poi ho incontrato il mio ex fidanzato…. Appena in strada appariva una ragazza magra, cominciava: ‘Hai visto lei com’è bella?’. Mi sono lasciata distruggere, addirittura ingoiare da qualcuno, non pensavo fosse possibile”.

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La reazione di Marion è stata immediata, tragica, sconvolgente: proprio come quando obbediva agli strampalati sistemi d’allenamento di papà, è dimagrita drasticamente di 30 chili abbattendo però il proprio sistema immunitario. Tanto da ammalarsi gravemente durante un viaggio in India. Finché non ha chiuso quella relazione amoroso così distruttiva “con quello stronzo assoluto che mi ha portato più in basso della terra”. E, come quando vinceva, di testa, i limiti fisici, imponendo alle avversarie il suo micidiale uno-due senza farsi trascinare nei lunghi scambi, ha detto a se stesso: “Posso rialzarmi, anche se possedevo un’immensa gioia di vivere e lui me l’ha cancellata”.

Come rialzarsi davvero? Ovviamente, la Bartoli ha pensato al paradiso del tennis e, dopo tre anni di lontananza, dopo i troppi infortuni per i troppi sforzi, ha annunciato il ritorno sul Wta Tour, a 33 anni suonati. Un ritorno con ambizioni importanti: “Il mio obiettivo non sono le prime 100 della classifica, se a febbraio prenderò solo delle stese contro le prime 30 mi farò delle domande”. Il rientro è annunciato il 7 marzo in esibizione al Madison Square Garden di New York contro le sorelle Williams, per poi ripresentarsi ufficialmente sul circuito al torneo di Miami il 21. Anche se le perplessità sulle reali possibilità di recupero al vertice dell’ex numero 7 del mondo sono tantissime. A prescindere dalla proverbiale forza di volontà di Marion che lavora durissimo da settimane al Centro National d’allenamento (CNE) di Parigi. “Dalle 9 del mattino alle 9 di sera”. Con in testa una sola idea: “Voglio provare a me stessa che sono ancora viva. Adesso, dopo un anno e mezzo per recuperare energia, so che il mio organismo s’è davvero ripreso. Il mio è un ritorno al tennis giocato ed insieme una fuga dalla mia malattia per provare a me stessa che, anche se sono arrivata a pochi centimetri dalla morte, posso lottare per tre ore per vincere una partita di tre set“.

Proprio quando giocava regolarmente, il fisico era il suo punto interrogativo più assillante: “Un anno e mezzo fa, non potevo mangiare nemmeno quello che volevo. I test medici sono ok. Se aumentando il lavoro la fatica danneggerà la salute mi fermerò. E se non dovessi farcela non sarà una sconfitta personale, dopo tutto quello che ho fatto ed ho passato, potrebbe anche succedere che il mio corpo non ne abbia proprio più“. Proprio la sensazione che l’aveva spinta al ritiro il 14 agosto 2013, un mese e mezzo dopo il trionfo di Wimbledon, l’acme di una carriera insolita, a cominciare dal giocare rovescio e dritto a due mani, come l’idolo di sempre, Monica Seles. Che, insieme a Serena Williams, è fra i suoi sponsor più importanti.

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