L’ultimo spettacolo del circo Raiola

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Ieri abbiamo assistito a una grande prova di forza da parte del procuratore sportivo più in auge al momento. Ieri è stata la grande giornata di Mino Raiola.

Il procuratore aveva deciso di dire la sua sulla questione Donnarumma. Per farlo, da vera star, ha prima organizzato una conferenza stampa, poi l’ha trasformata in un monologo con domande concordate e aperta e poche testate selezionate.

Il tutto viene registrato alle 17. Ma  il nostro Mino, obbliga tutti ad aspettare la mezzanotte per non dare la possibilità ai giornali non coinvolti di pubblicare la notizia. E nessuno, in un paese nel quale ogni segreto dura meno di un battito d’ali di una farfalla, fiata fino al termine concordato.

Ma quali sono le sconvolgenti rivelazioni di Raiola? A nostro avviso il tutto si risolve in una colossale arrampicata sugli specchi. Lo scopo è quello di far ricadere la responsabilità del mancato rinnovo di Donnarumma sulle spalle di alcuni dirigenti del Milan.

Per prima cosa il procuratore mette in chiaro che i soldi non hanno rilevanza in questa faccenda. Altre sono le problematiche.

Raiola mette piuttosto l’accento sul clima ostile creatosi intorno al portiere e alla sua famiglia. Gli striscioni minacciosi nei confronti del portiere non andavano tollerati. Non è piaciuto l’atteggiamento passivo della società nei confronti dei contestatori più accesi.

Poi il procuratore dice di non aver gradito l’atteggiamento di Mirabelli che, secondo lui, ha fin da subito cercato lo scontro. ha minacciato di mandare in tribuna il portiere in caso di mancato rinnovo. Secondo Raiola, non c’era così tanta fretta di chiudere il nuovo contratto. La firma poteva arrivare anche per la fine dell’anno. Si tratta di un contratto importante che ha bisogno di tempi lunghi per essere definito.

Insomma la colpa di tutto, secondo l’agente, è di Mirabelli. Il dirigente non sarebbe in grado e non avrebbe la giusta esperienza per fare il suo lavoro.

Certo fa un po’ sorridere che , secondo Raiola, un club come il Milan possa tranquillamente iniziare una stagione delicatissima con in porta un ragazzo giovanissimo in scadenza di contratto e con mezza europa in fila dinanzi al suo uscio.

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Alla fine quello che trapela tra le righe è forse il tentativo di spostare il giocatore a parametro zero per intascare più soldi e lo stesso Marotta, ha dato indicazioni interessanti in materia.

La nostra impressione è che la colpa maggiore della dirigenza rossonera sia stata quella di non voler perdere a parametro zero il portiere. Avendo sentito puzza di bruciato dietro al traccheggiare del procuratore, il Milan ha cercato l’accordo direttamente con la famiglia. Raiola non ha tollerato questo tentativo di sorpassarlo, anche perché se l’operazione fosse riuscita, il suo potere sarebbe stato fortemente intaccato.

Raiola come Moggi?
Raiola come Moggi?

Sentendosi minacciato nel nucleo del suo impero, il procuratore ha reagito in questa maniere decisamente sopra le righe. E questa sua dimostrazione di forza potrebbe essere l’inizio della sua fine. Il troppo potere inebria, porta ad avere troppi nemici e a valutare male le situazioni. E la storia ci insegna che spesso dietro le più grandi vittorie si insinua invisibile il germe della più grande sconfitta. E la parabola di un altro reuccio del calcio italiano, tale Moggi, dovrebbe ricordarcelo.

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