Mercato NBA, rivoluzione a Cleveland: via anche Thomas e Wade

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Ultimo giorno di mercato NBA col botto! 

A Cleveland è rivoluzione totale intorno a LeBron James e Kevin Love.

Isaiah Thomas, arrivato in estate nel maxi-scambio con Kyrie Irving, viene ceduto ai Lakers insieme a Frye in cambio di Clarkson, Nance Jr. e una serie di prime scelte.

Via anche Dwayne Wade, che dopo appena 5 mesi torna a casa nella sua Miami.

E il GM Altman la tocca piano: “Così LeBron tornerà a divertirsi”.

Da gazzetta.it

La partenza è falsa. A immagine e somiglianza di quella sconsiderata trade con cui in estate, come prima sostanziale mossa da General Manager, aveva ceduto Irving, 25 anni, ai primi rivali di Conference, i Boston Celtics. Koby Altman inizia la conferenza telefonica – 67 giornalisti all’ultimo appello, prima del via – con 75’ di ritardo. Poi prova a rifarsi, proprio come ci ha provato prima della scadenza del mercato di riparazione, in cui Cleveland ha fatto il bello e il cattivo tempo. Il tempo dirà se a torto a o ragione. “Voglio ringraziare anzitutto chi se ne va, soprattutto Shumpert e Frye che hanno vinto il titolo, qui. Ma volevamo diventare più giovani e atletici e ricalibrare la cultura di squadra. Tornare a sprizzare energia ed entusiasmo. Vogliamo essere divertenti, creare una cultura di cui i giocatori vogliano far parte. I nuovi? Hill porta esperienza, Nance “torna a casa” (papà è stato una bandiera Cavs, che gli hanno ritirato la maglia ndr) era in lacrime quando l’ho chiamato. Hood può darci tanto sia in attacco che in difesa, Clarkson rappresenta presente e futuro. Tutto fatto all’ultimo secondo? No, avevo negoziato sino alle 3 di notte, la sera prima”.

La love story tra il presidente e il calciatore

INVERSIONE DI ROTTA — Altman prova a spiegare perché abbia tirato una riga sulla trade estiva, rinnegando le sue mosse dopo nemmeno 6 mesi. “S’è trattato di un lungo processo, che ci ha portato a cambiare. Abbiamo cercato d’essere pazienti, volevamo che funzionasse, eravamo eccitati di quello che avevamo, sulla carta, a inizio stagione. Quanto ricevuto dalla trade di Irving era tanto, ma poi non ha funzionato, non era il fit giusto. Saremmo andati incontro a una lenta marcia funebre, non potevo permetterlo. Serviva più vitalità sul parquet, spaziature e atletismo. Cedere Thomas? Non volevo. Ha fatto tanti sforzi per tornare sul parquet, dopo l’infortunio. Ma dovevo valutare se fosse il fit giusto. Con la finestra d’opportunità che abbiamo, con LeBron, dovevamo fare qualcosa”.

AI PIEDI DEL RE — Ci risiamo. Si finisce sempre lì. Al ritornello di una franchigia che si prostra ai voleri del Re. Senza avere certezze di riconoscenza, anzi, sospetti del contrario. James sembra al capolinea della sua (seconda) esperienza in Ohio. Eppure Altman vuole, deve, credere il contrario. E pensa che la ricetta giusta per convincerlo a restare, a fine stagione, sia continuare ad accontentarlo. “Questo nuovo gruppo ringiovanirà LeBron. Voglio vederlo felice, gioioso. E’ la chiave, è lui quello che può portarci alla terra promessa. Vogliamo resti qui a lungo. So che è eccitato dai rinforzi. LeBron la notte sul league pass guarda le gare della costa ovest, era lui a parlarmi di questo o quel giocatore…”.
L’ADDIO DI WADE — Proprio LeBron ha dato l’ok alla cessione del suo amico Wade, mentre gli altri due fedelissimi, Smith e Thompson (hanno lo stesso agente di James) sono rimasti al loro posto, scampati a un’epurazione che per rendimento avrebbero meritato. Ma va così, a casa LeBron. Altman chiosa: “Per Wade i minuti si sarebbero ridotti. Vogliamo sviluppare Osman, ed erano in arrivo altri esterni. Del suo addio ne ho parlato con LeBron perché Wade era venuto a Cleveland soprattutto per lui”. Certo non per Altman…
SGUARDO AL FUTURO — Quando gli viene chiesto di un possibile futuro senza LeBron, immaginiamo Altman fare spallucce, dall’altra parte della connessione telefonica. “Clarkson e Nance sono buoni per il lungo periodo. Così come la prossima scelta al Draft, quella acquisita dai Nets, e Osman. I nuovi volano ad Atlanta, ma non so se faranno in tempo a giocare, con gli Hawks. Se siamo migliorati, rispetto alla squadra che ha giocato le scorse Finals? Vedremo. Ma l’obiettivo resta lo stesso. Giocare la finale. E provare a vincerla”.