Coppe da matti!

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E’ stata davvero una tre giorni di coppe da matti! Matti di gioia e matti di rabbia. Tutti i pronostici sono andati farsi benedire, come le granitiche certezze cementate a suon di gol nelle gare di andata. E queste coppe da matti ci hanno fatto davvero divertire e appassionare come dei pazzi. Anche se alla fine un po’ di amaro in bocca resta, visti alcuni risultati. L’unica partita noiosa della tre giorni delle coppe europee è stata quella di Monaco, dove il Siviglia di Montella non è riuscito a spaventare un Bayern stranamente arroccato sullo 0 a 0. Ma poi le partite di Roma, Manchester e Madrid sono state davvero da urlo. E in Europa League non ci siamo certo annoiati! Anche se gli austriaci hanno fatto uscire pazzi gli uomini di Simone Inzaghi.

Buffon ha dato di matto
Buffon ha dato di matto

La palma del più matto della tre giorni di coppa tocca per distacco a Gigi Buffon. La Juventus gioca una partita da pazzi. A Madrid, segna tre reti e accarezza il sogno di replicare l’impresa del giorno prima della Roma.  Poi, dopo il terzo gol, inspiegabilmente la squadra, invece di sferrare il colpo di grazia a un Real sull’orlo del collasso, si ferma, rincula e regala coraggio ai madridisti. Allegri ci mette del suo posticipando i cambi. Cuadrado una partita così la poteva spaccare definitivamente. E Mandzukic veramente ormai camminava intorno al cerchio di metà campo. Ma niente. La juve decide di aspettare i supplementari, dimentica del gran culo della grande capacità di Zidane di riprendere partite perse. E capita così che, a partita finita, il Real trovi un rigore. Probabilmente c’era, ma ad altri non lo avrebbero mai fischiato. E allora Gigi impazzisce. Dopo aver perso i mondiali, non ce la fa a uscire così anche dalla Champions! Non pensa che il rigore lo può parare, che Ronaldo, con lui tra i pali, poteva anche tremare e sbagliare. Non pensa nulla. Il bambino, che c’è in ognuno di noi, prende il comando. E non lo abbandona neppure a partita finita, quando si presenta davanti ai giornalisti. Avevamo pensato che fosse diventato saggio, il saggio del calcio italiano; ma ci eravamo sbagliati. Gigi è rimasto quel ragazzo che era. Quello della maglia numero 88 e del boia chi molla. Nemmeno la bella Ilaria alla fine è riuscita davvero a cambiarlo. E l’arbitro ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore e via così di pazzia in pazzia. Gigi è tornato umano e lo amiamo anche per questo, forse più di prima. Perchè anche lui è come noi.

coppe da matti
coppe da matti

Il giorno prima della pazza gara del Bernabeu, invece, abbiamo goduto da pazzi! La Roma nel suo Olimpico traboccante di tifosi ha fatto una cosa da matti! Ha segnato tre reti in 90 minuti agli dei del Barcellona, e ha eliminato Messi e compagnia calciante. Dzeko, De Rossi e Manolas hanno ribaltato il roboante e veramente ingiusto 1 a 4 dell’andata. Proprio De Rossi e il greco che avevano provocato due autoreti al Camp Nou! Una roba da andare fuori di zucca, come dimostrano la faccia e gli occhi di Manolas dopo il gol qualificazione. E il bagno del presidente americano, pagato poi a caro prezzo, nella fontana di Piazza del Popolo. Una tre giorni da sogno quella dei romanisti: la maggica stende il Barcellona, la Juve vede svanire i suoi sogni con un rigore contestato all’ultimo secondo e dopo aver giocato un partitone e la Lazio riesce a prendere tre gol in quattro minuti e si fa spedire a casa dagli austriaci del Salisburgo. Austriaci che non sono né il real, né il Barcellona! Roba veramente da matti!

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coppe da matti
coppe da matti

E probabilmente anche il buon Simone Inzaghi sarà uscito matto dopo la serata di ieri. La sua Lazio arrivava in Austria con in tasca un buon vantaggio e dopo 55 minuti tranquilli passava in vantaggio con il solito Immobile, che in verità avrebbe potuto timbrare già in altre occasioni. Sembra fatta, ma la gioia dura solo un minuto: gli austriaci hanno il pareggio fulmineo. Poco male, la Lazio è ancora abbondantemente qualificata. Ma poi dal minuto 72 succedono cose da pazzi. Come i tre gol presi dai biancocelesti nel giro di quattro minuti. Ed è la fine. Crollo davvero clamoroso a pochi giorni da derby della città eterna. Simone Inzaghi si agita in panchina come un pazzo, ma non è né bello a vedersi, né utile alla causa.  E così gli austriaci ribaltano clamorosamente il match  match, la lazio e la qualificazione.

 

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