Quando Gabriele D’Annunzio si inventò lo scudetto

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Gabriele D’Annunzio inventò lo scudetto. Tutti lo inseguito e lottano per vincerlo, ma pochi ci riescono. Quel pezzetto di stoffa tricolore da sfoggiare sulle magliette è il desiderio di ogni tifoso e il sogno di ogni calciatore, per alcuni, a volte, una vera ossessione. Fu il vate Gabriele D’Annunzio ad inventarselo il 7 febbraio del 1920, in occasione di una partita di calcio svoltasi a Fiume tra militari italiani e alcuni civili del posto. Poi dalla stagione 1924/25 lo scudetto poté essere sfoggiato sulle proprie maglie dalla squadra Campione d’Italia. E da allora, con una parentesi durante il fascismo, lo scudetto ha accompagnato l’epopea calcistica italiana fino ai giorni nostri.

Gabriele D'Annunzio inventò lo scudetto
Gabriele D’Annunzio inventò lo scudetto

Da foxsports.it

Nasce a Pescara, il 12 marzo del 1863, una delle figure più importanti nella storia del XX secolo in Italia: Gabriele D’Annunzio è stato scrittore e poeta, drammaturgo e letterato, militare e politico, il suo genio visionario e innovativo lo portò a scrivere numerose opere e a realizzare straordinarie imprese. Molto forte fu anche l’influenza sugli usi e costumi italiani: coniò numerosi neologismi e motti ancora in uso, e ideò inoltre quello che dal 1925 è il simbolo più ambito nel calcio italiano: lo Scudetto.

Questo fa la sua comparsa il 7 febbraio del 1920, quando nella città di Fiume (oggi Rijeka, Croazia) sta per avere luogo una partita di calcio tra alcuni civili locali e i militari italiani, che hanno occupato la città guidati proprio da D’Annunzio, fervente irredentista che a proposito della mancata assegnazione della città all’Italia dopo la Grande Guerra ha parlato di “Vittoria mutilata”.

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È il Vate stesso ad appuntare, sulle divise azzurre dei militari pronti a scendere in campo, un tricolore che omaggia l’Italia a lui tanto cara: pochi anni dopo, dalla stagione 1924/1925, lo Scudetto potrà essere sfoggiato sulle proprie maglie dalla squadra Campione d’Italia, una tradizione messa da parte per alcuni anni dal Fascismo e poi tornata in uso fino ai giorni nostri.

La prima squadra a sfoggiare sulle maglie lo Scudetto è dunque il Genoa, Campione d’Italia nella stagione 1923/1924 dopo la finalissima contro il Savoia: la squadra guidata dal tecnico inglese Garbutt, che può contare su epocali fuoriclasse come il portiere De Prà e il difensore Renzo De Vecchi, detto “il figlio di Dio”, ha vinto il suo nono ed ultimo campionato, e proprio nella stagione dove lo Scudetto fa la sua comparsa fallirà il suo assalto al decimo titolo nella finale del girone nord contro il Bologna, serie di gare che passerà alla storia come “lo Scudetto delle Pistole” per via delle numerose ingerenze a favore degli emiliani da parte di alcuni membri dell’emergente partito fascista.

Proprio durante il fascismo lo Scudetto sarà sostituito dallo stemma sabaudo, affiancato dal fascio littorio, mentre il tricolore andrà per un breve periodo sulle maglie delle squadre vincitrici della Coppa Italia. Al termine della seconda guerra mondiale, caduto il regime, lo Scudetto torna al suo posto, simbolo che la squadra campione d’Italia può sfoggiare sulle proprie maglie per indicare la vittoria del campionato nell’anno precedente.

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Nel campionato attualmente in corso, dunque, Juventus e Napoli si battono per la vittoria del campionato e anche per poter sfoggiare lo Scudetto, simbolo di eccellenza sportiva e allo stesso tempo di unità del Paese, ideato dal genio visionario di Gabriele D’Annunzio quasi un secolo fa ed entrato con forza nell’immaginario di ogni appassionato di calcio.

E quest’anno chi lo vincerà?