Cristiano Ronaldo, quando l’età inizia a farsi sentire

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Che Cristiano Ronaldo sia ancora un campione è fuori di dubbio.

Che sia invece tra i primi 2/3 della pista, questo inizia ad essere messo in discussione.

Perché siamo tutti abituati a vedere quel giocatore in grado di segnare 50 gol a stagione e vincere trofei su trofei. E questo forse inizia a venire meno.

Ma nonostante sia ancora il Pallone d’Oro in carica e detentore della Champions League, qualcuno sta mettendo in discussione la sua posizione nella classifica del “più forte del mondo”.

Per Gary Lineker è il quarto dopo Messi, Neymar e Kane.

da corriere.it

Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano. Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene. La tentazione di usare una ballata malinconica come colonna sonora dell’ultima esibizione di Ronaldo, stizzito nel cammino verso la panchina dopo la sostituzione con il Levante domenica scorsa, in fondo c’è.

Ma è davvero vicina la notte di Ronaldo, grande capitano di se stesso? Già il fatto di porsi la domanda — e in Spagna lo stanno facendo in modo sobrio ma concreto — ci consegna una nuova immagine del campione, che sembra entrato in una sorta di autunno sportivo, adesso che gli anni sono appena diventati 33. Certo, il giorno di San Valentino, al Santiago Bernabeu riaprirà la spa di lusso dove Ronaldo ritrova magicamente se stesso, per dare forza ai suoi muscoli sempre tirati a lucido: ricomincia la Champions e allora vedremo se Cristiano è davvero «immerso nel suo splendore di ieri, senza riconoscere il suo oggi, che è più terreno… Il pallone non sempre è d’oro» come scrive El Pais a Madrid.

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Gol e soldi. Gli ingredienti della carriera di CR7 sono gli stessi da quando il ragazzino di Funchal sbarcò a Lisbona per crescere nel vivaio dello Sporting. Ma la miscela comincia ad avere un sapore meno dolce del solito, perché i gol mancano e i soldi non bastano mai: se Ronaldo sta davvero palleggiando sul viale del tramonto lo decideranno proprio la nuova industria del gol del Psg e il suo re di denari, Neymar. Il brasiliano guadagna 2,3 milioni netti al mese, circa mezzo milione in più del «povero» Ronaldo che vuole un adeguamento del suo stipendio, visto che con l’arrivo di Sanchez al Manchester United è rotolato giù dal podio (Neymar e Messi sono i primi due), senza contare i colleghi che hanno scelto la Cina. Decisamente irritante.

Ma fino a prova contraria si tratta ancora di calcio. Di recente Ronaldo ha risposto a brutto muso «di andarsi a vedere le sue statistiche su google» anche perché coi 9 gol già segnati in questa edizione di Champions, ha dimostrato di poter ancora fare la differenza quando l’adrenalina sale. Ma anche dal punto di vista della «produttività» Ronaldo «è diventato il quarto al mondo dopo Messi, Neymar ed Harry Kane» come ha chiosato Gary Lineker, che non è esattamente un madridista (ha giocato nel Barça) e tifa per il connazionale Kane, in piena ascesa con il Tottenham pronto a sfidare la Juve.

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