Lazio-Torino, il vero scandalo sono i calciatori

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Le scene a cui abbiamo assistito ieri alla fine del primo tempo di Lazio-Torino sono da condannare.

Si è parlato di scandalo arbitrale, di possibile sospensione del direttore di gara, di campionato falsato, di persecuzione nei confronti della Lazio.

Il mio pensiero è che gli unici a meritare provvedimenti disciplinari siano giocatori e dirigenti della squadra di casa autori una boutade intollerabile.

Non si può trasformare la frustrazione per un responso della VAR invocata dagli stessi biancazzurri in un attacco alla classe arbitrale ed all’utilizzo della tecnologia in campo ormai indispensabile per il tipo di calcio che si gioca oggi.

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Le risposte alle decisioni dell’arbitro si trovano nel regolamento. Basta leggere.

Sul fallo di mano:

“Il fallo di mano implica un contatto volontario tra il pallone e la mano o il braccio di un calciatore”. Per stabilire la volontarietà, l’arbitro deve prendere in considerazione i seguenti criteri: 1-il movimento della mano in direzione del pallone (non del pallone in direzione della mano); 2-il calciatore che assume con le braccia una posizione innaturale ;……….”

Iago Falque non muove il braccio verso il pallone.

Il movimento e la posizione delle braccia è coerente con i movimenti del giocatore.

In più Iago Falque è a 50 centimetri dalla palla quando parte il tiro.

Sull’espulsione di Immobile è del tutto irrilevante se sia una “pettata” una “collata”: è un comportamento antisportivo e violento e come tale va sanzionato con il rosso.

Nessuna altra interpretazione possibile

Amen.

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