Il problema della Juventus è la difesa

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Il problema della Juventus è la difesa. Dopo la sberla dell’eliminazione dai mondiali è tornato il campionato, ma l’incubo sembra continuare per i tifosi juventini che si risvegliano con tre cazzotti allo stomaco presi a Genova, sponda Sampdoria. E il grande problema di max Allegri sembra essere proprio la difesa: troppi i gol presi fino a oggi. La partenza di Leonardo Bonucci sembra aver indebolito la Juve e non giovato al Milan. Certo c’è ancora tempo per recuperare, ma Allegri dovrà inventarsi qualcosa per invertire la tendenza. 

Il problema è la difesa
Il problema è la difesa

Da Gazzetta.it

Dopo una mezz’ora scarsa di interviste, Massimiliano Allegri faticava a spiegare la sconfitta di Marassi contro la Samp. Nel secondo k.o. stagionale in campionato c’è più di una motivazione, condita però da un paio di leit-motiv che ritroviamo dall’inizio della stagione.
SUPER SAMP — C’è poca retorica e molta sostanza nei complimenti a una squadra che ha vinto la sesta partita su sei in casa, pericolosa ed equilibrata in ogni reparto. Il peggior avversario da affrontare dopo l’ennesima tassa pagata dai club alle nazionali e alla vigilia del Barcellona in Champions. Un anno fa, il 27 novembre 2016, la Juve venne maltrattata dal Genoa a Marassi dopo aver sbancato Siviglia. E siccome gli episodi spesso stanno con chi merita, è quasi normale che il flipper del primo gol e la parata di… sedere di Viviano su Cuadrado abbiano aiutato Giampaolo.
LA DIFESA — Lasciamo spazio alle cifre: dopo 13 partite, la Juventus ha incassato 14 gol. Ha preso gol in 6 delle ultime 7 partite, 8 delle ultime 9 includendo la Champions. In trasferta ha subìto sempre almeno 2 gol, tranne a San Siro col Milan. L’anno scorso i gol presi erano 9: saldo negativo superiore al 50%. Altra storia per Napoli, Inter e Roma, passate rispettivamente da 14 a 9, da 14 a 9 e da 12 a 8. Verissimo che la Juve di quest’anno è una macchina da gol (9 in più della scorsa stagione), ma il punto di forza nei 6 scudetti è stata la difesa, sempre la migliore.
SOLITI BLACK-OUT — La premessa è necessaria: è fisiologicamente impossibile che una squadra reduce da sei scudetti consecutivi aggredisca tutte le partite di campionato con la bava alla bocca e non stacchi mai con la testa nei 90′. In questo discorso rientra gran parte di quel famoso 1/2% che secondo un lucido Giorgio Chiellini manca alla Juve in questo momento. La Juve di Marassi ha gestito bene il primo tempo, sprecando due palle-gol clamorose. Incassato il gol di Zapata, invece di rialzarsi e tirare un cazzotto più forte ne ha presi altri due. Inaccettabile soprattutto il tris di Ferrari, con 4 giocatori che si fermano col braccio alzato e il bravo difensore di Giampaolo che segna in faccia a un mummificato Khedira.
LO SCENARIO — Difficile invertire la tendenza sulle reti segnate e subite: la Juve 2017/18 è strutturalmente una squadra a vocazione offensiva e concede più di qualcosa. Soprattutto quando non c’è il peso di Blaise Matuidi in interdizione. E’ invece più che possibile che l’incidenza di questi black-out cali con l’aumentare del peso delle partite. La Juve di Allegri è storicamente un diesel, difficile vederla al top prima di gennaio-febbraio, quando solitamente interviene anche l'”allegrata” stagionale. Dopo il 4-2-3-1 pentastellato del 2016/17, la prossima sarà Cuadrado terzino?
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