Lunedì gli azzurri si potrebbero sedere definitivamente sul divano

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Dopo la sconfitta in casa della Svezia nel match di andata dello spareggio per partecipare ai mondiali di Russia gli azzurri sono a un passo dall’accomodarsi sul divano di casa per assistere alla massima manifestazione calcistica. Ormai la tragedia sportiva è un passo grazie all’insipienza di un CT che oggettivamente non ne imbrocca una e grazie alla lungimiranza di chi ha voluto fare il fenomeno piazzando una figura totalmente inadeguata al ruolo sulla panchina della nazionale. Le conseguenze sono queste: una squadra spaesata, senza capo ne coda e lo spettro dell’eliminazione sempre più concreto e incombente. E in tutto ciò un senso di impotenza si sta impadronendo di tutto l’ambiente che pare assistere attonito al precipitare degli eventi.

Da eurosport.com

Adesso sì, è davvero dura. Non solo e forse non tanto per il risultato, un 1-0 a favore della Svezia che comunque costringerà l’Italia a imporsi con almeno due reti di scarto nel retour match milanese di lunedì 13, quanto per la sensazione di mediocrità che, ancora una volta, la nazionale di Giampiero Ventura dà. Una rete di Johansson, uno che nelle scorse settimane ha sfidato il Milan con la maglia dell’AEK, regala gara 1 agli svedesi spezzando una gara scorsa sui binari dell’equilibrio. Poche occasioni da una parte, poche occasioni dall’altra. Con la differenza che l’Italia, maggiormente qualitativa, non fa il suo, ben contenuta dalla fisicità degli avversari e non esattamente protetta dal direttore di gara Çakir, un po’ troppo permissivo nei confronti delle costanti braccia larghe dei padroni di casa. Di questo si lamenta Ventura al termine del match, ma non è che una foglia di fico buona solo per coprire (parzialmente) le magagne di una nazionale che ancora una volta non gira, che non esprime un gioco accettabile e che crea troppo poco per pensare di segnare un importantissimo gol fuori casa. Milano – senza Verratti, ammonito e squalificato – sarà decisiva, dunque: se l’Italia non vince dal 2-0 in su, addio Mondiali. Per la prima volta dal 1958. Quel che Buffon alla vigilia diceva di non voler nemmeno prendere in considerazione potrebbe tristemente avverarsi.

La cronaca

Svedesi immediatamente aggressivi, e a farne le spese è Bonucci: gomitata di Toivonen dopo nemmeno un minuto e naso sanguinante per il centrale milanista. La prima occasione vera se la crea però l’Italia: Darmian crossa per Belotti, che stacca altissimo ma di testa non centra la porta per una questione di centimetri. Risponde Toivonen, che dal limite incrocia di poco a lato, mentre Candreva non arriva a toccare al volo un pallone scodellato in area da Verratti. Al 21′ Forsberg viene liberato davanti a Buffon da Claesson, ma è in fuorigioco: il portiere azzurro, comunque, c’è. Si va avanti a buone opportunità, con lo stesso Forsberg che pennella sopra l’incrocio e Parolo che non arriva a deviare un buon centro di Darmian. L’ultima chance del tempo è per la Svezia: Chiellini non libera e Buffon deve uscire a valanga, prima su Berg e poi su Toivonen, per evitare il peggio.

L’Italia torna dagli spogliatoi con un piglio diverso. Più aggressiva, apparentemente più convinta e in grado di creare qualche brivido con le incursioni e i cross di Candreva. Ma non è che un’illusione: al quarto d’ora Johansson, appena entrato, fa partire un tiretto dal limite che De Rossi devia involontariamente alle spalle di un incolpevole Buffon. E da lì è notte fonda. Anche se gli azzurri la palla giusta per l’1-1 ce l’avrebbero anche: Darmian spara dal limite, Olsen nemmeno si muove e la sfera incoccia contro il legno della porta svedese. La reazione azzurra si conclude però lì: il finale è un’accozzaglia di lanci senza costrutto facilmente neutralizzati dalla difesa svedese, e nemmeno gli inserimenti di Insigne ed Eder mutano l’andamento del match. Finisce 1-0 per la Svezia: a Milano serve una vittoria con due reti di scarto. Altrimenti, per la prima volta dopo 59 anni, niente Mondiali.

Pronostico Italia-Svezia

La statistica chiave

Una sola conclusione nello specchio della porta per l’Italia: la botta contro il palo di Darmian. Olsen, il portiere di casa, non ha dovuto compiere nemmeno un intervento.

Il migliore in campo

Forsberg. Nulla di trascendentale, ma è lui uno dei grandi protagonisti della superiorità svedese in mezzo al campo. Tecnico, rapido, intelligente.

Il peggiore in campo

Immobile. Pochissime le cose buone da segnalare nella sua prestazione. Impalpabile, ben contenuto dai centrali svedesi, senza spazi in profondità da poter sfruttare e troppo spesso in fuorigioco.

La dichiarazione

Giampiero Ventura: “Il pareggio era il minimo a cui potessimo ambire per quello che è successo in campo. Mi auguro che a Milano ci permettano di fare quello che hanno permesso a loro. Secondo me questo non è un risultato corretto: speriamo che il pubblico di San Siro ci prenda per mano, come noi dobbiamo prenderlo per mano”.

Il tabellino

Svezia (4-4-2): Olsen; Krafth (83′ Svensson), Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Ekdal (57′ Johansson), Larsson, Forsberg; Toivonen, Berg (75′ Thelin). Ct. Andersson

Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Parolo, De Rossi, Verratti (76′ Insigne), Darmian; Belotti (65′ Eder), Immobile. Ct. Ventura

Arbitro: Cuneyt Çakir (Turchia)

Gol: 61′ Johansson

Note: ammoniti Berg, Verratti

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