Nba 2017-2018: e se fosse l’anno degli Houston Rockets?

nessun commento nba , , ,

Con la trade che ha portato Irving a Boston e i nuovi Big Three di Oklahoma, è salito il numero delle pretendenti all’anello Nba per cui, dopo un triennio di dominio Warriors-Cavs, potrebbe finalmente esserci un vincitore a sorpresa: la nostra outsider preferita? Gli Houston Rockets!

Un mese e mezzo di regular season è già alle spalle e si possono quindi fare le prime valutazioni per sbilanciarsi con un antepost su chi si aggiudicherà l’anello Nba 2017-2018.

Per i quotisti si va verso una nuova finale tra i Golden State Warriors e i Cleveland Cavaliers, ma noi abbiamo voluto consigliarvi una possibile sorpresa: gli Houston Rockets!

La squadra texana è, infatti, proposta a quota 11,00 da williamhill.it e, reduce da sette vittorie in fila, si trova in testa alla Western Conference proprio davanti ai campioni uscenti di Golden State.

Le nostre motivazioni per questa puntata ad alta quota:

1) James Harden: l’ex Thunder non ha patito l’arrivo in squadra di una stella di prima grandezza come Chris Paul e sta viaggiando a medie stratosferische (31.7 punti + 9.7 assist), confermando di essere entrato nel pieno della maturità cestistica a 28 anni.

2) Chris Paul: l’aver scelto Houston è, innanzi tutto, stata una dimostrazione di grande apprezzamento per il progetto dei Rockets e la liason con Harden sta funzionando alla grande.

3) Mike D’Antoni: dopo le esperienze fallimentari alla guida dei New York Knicks e dei Los Angeles Lakers, la sua carriera di allenatore sembrava ormai agli sgoccioli, ma in Texas sta vivendo una seconda giovinezza.

4) Daryl Morey: il General Manager dei Rockets è tra i più talentuosi nel suo ruolo e, proprio quando il progetto di Houston sembrava in declino, è riuscito a ravvivarlo nell’arco di una stagione e mezzo, a partire dall’addio a un Dwight Howard che non ha mai reso secondo le aspettative.

5) Fortuna: non aver chiuso la trade Anthony per la mancanza di una terza squadra in grado di assorbire il contratto di Ryan Anderson potrebbe aver salvato l’armonia fuori e dentro il campo.

Le controindicazioni, ovviamente, non mancano a partire dalla fragilità fisica di Paul e dalla cronica incapacità di D’Antoni di ottenere risultati significativi ai play-off con il suo gioco “corri e tira”, tuttavia le grandi motivazioni che animano questa franchigia potrebbero essere più forti di quanto appena scritto.

Se aggiungiamo che:

  • le caviglie di Curry sono tornate a scricchiolare dopo un lungo periodo in cui avevano smesso di tormentarlo;
  • la trade che ha portato Irving a Boston ha indubbiamente indebolito nell’immediato i Cavs;
  • Oklahoma sta avendo grossi problemi ad amalgamare i Big Three Westbrook, George e, soprattutto, Anthony;

potete comprendere perché un tentativo sopra quota 10,00 sull’affermazione di Houston possa anche avere diritto di cittadinanza.

Pronostici Nba

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *